I fiori nel giorno di festa? Dilemma nient’affatto banale

A quanti matrimoni o celebrazioni abbiamo partecipato (in veste di protagonisti o invitati) nel corso della nostra vita? Innumerevoli senz’altro.
Ma quante volte ci è scaturita la curiosità di sapere con quali criteri sia stato eseguito il progetto di allestimento floreale di quella determinata location? In primis vi diciamo che niente viene lasciato al caso, e questa nobile ed antica arte parte proprio dall’ascolto empatico delle emozioni e dei pensieri di un committente in vista del tanto sognato momento clou.

Ecco perché un professionista del settore deve riuscire ad entrare pienamente in sintonia con chi richiede le sue prestazioni, per coglierne lo spirito e ricevere spunti creativi che andranno a costituire le linee guida dell’allestimento.
Gli errori più comuni – ahinoi – nascono a volte per eccessiva indulgenza, quando magari uno sposo desidera ardentemente sfoggiare all’occhiello quel fiore delicato che proprio non reggerebbe alle temperature locali… col risultato di fare indegnamente flop sotto lo sguardo impietoso, e immortalato ad vitam aeternam, della videocamera.

Valgono in questo senso le seguenti considerazioni che consigliano di rinunciare a far uso di fiori fuori stagione (e quindi coltivati in serra): sono più cari, sono molto meno resistenti e inoltre più piccoli di dimensione rispetto a quelli di stagione.
Altre “tradizioni” non esattamente felici che i consulenti di questo settore si trovano spesso ad affrontare?
La scelta di reimpiegare gli addobbi floreali esibiti durante la cerimonia, traslando gli stessi anche presso la successiva location del banchetto.
Il risparmio viene vanificato dal fatto che in questo processo i fiori subiranno uno shock non indifferente, arrivando stremati e deperiti al momento del taglio della torta.
Per cui… meglio accantonare le improvvisazioni e i consolidati “abbiamo sempre fatto così”!

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